Modello di amministrazione del Comune di Grosseto
Organi di governo
Il Sindaco
Il Sindaco dei Partiti
Agli occhi dell’opinione pubblica il Sindaco non è visto come un organo istituzionale, ma come persona fisica con tutti i problemi e difetti che questo comporta.
Il Sindaco di Tutti
Il nostro Sindaco, rappresenta il fulcro del presente modello perché vigila sulla sua applicazione ed è garante dell’attuazione del programma elettorale, nonché delle istanze che arrivano dalla cittadinanza. E’ il “Presidente della Repubblica” di Grosseto
Il Consiglio Comunale
Il Consiglio Comunale dei Partiti
Caratterizzato da una maggioranza ed un’opposizione che si fronteggiano e si confrontano su un terreno ormai viziato da logiche di partito e non da logiche di buonsenso. Un organo istituzionale chiuso in se stesso che ha perso il contatto con la realtà e i cittadini che rappresenta, dopo avergli “sottratto” tutta la sovranità con il voto di rappresentanza. Un organo istituzionale svuotato delle sue funzioni legislative dal Sindaco e dalla Giunta comunale.
Il Consiglio Comunale di Tutti
Vera e propria agorà pubblica, una nuova bulè dove i cittadini, attraverso i portavoce eletti, governano il territorio in cui vivono. Il concetto di maggioranza e opposizione viene meno; entrambi gli schieramenti riconoscono che la sovranità appartiene al popolo che la esercita attraverso la scelta di un programma elettorale vincente, nonché attraverso tutti gli strumenti di democrazia diretta messi a disposizione. Le attività consiliari, sia della cosiddetta maggioranza, sia della cosiddetta opposizione, non sono più espressione dei partiti politici e dei loro pochi decisori, ma sono il risultato di un lavoro condiviso, di un’intelligenza collettiva che si esprime dal basso. In ogni caso, tutte le attività consiliari (mozioni, proposte di delibera, ordini del giorno) devono essere conformi alle linee programmatiche risultate vincenti dalla competizione elettorale, oppure devono essere condivise ed approvate dai cittadini seguendo il nuovo modello di governance dell’amministrazione comunale. Il nuovo modello di Consiglio comunale si riappropria delle sue funzioni legislative e riporta la Giunta al suo ruolo naturale previsto dalla legge, ovvero il ruolo esecutivo.
La Giunta Comunale
La Giunta Comunale dei Partiti
La Giunta comunale si è da tempo appropriata del ruolo di indirizzo spettante al Consiglio comunale che, conseguentemente, è di fatto diventato un organo di ratifica.
La Giunta comunale è composta da pochi soggetti (circa 8/9 assessori e il Sindaco), le sue riunioni non sono pubbliche, gli assessori sono prevalentemente figure politiche come il Sindaco, che li ha scelti. Non hanno competenza specifica, non hanno curricula attinenti, dipendono molto spesso dai Dirigenti e dai funzionari pubblici del loro settore.
La Giunta Comunale di Tutti
La Giunta viene ricondotta al suo naturale ruolo di organo esecutivo. È composta da professionisti (scelti attraverso un bando pubblico) che sovrintendono all’efficiente funzionamento dei rispettivi assessorati e si avvale del supporto di un Comitato Tecnico Scientifico composto da autorevoli personalità del mondo scientifico dello sport e della cultura, etc; coordinano i Dirigenti e gli uffici, per assicurare l’attuazione tecnica delle decisioni politiche che arrivano dal Consiglio Comunale in un rapporto sinergico di condivisione e collaborazione.
Nessuno degli assessori svolge una funzione politica che è di esclusiva competenza del Sindaco.
Quando la Giunta deve dare attuazione a delibere di consiglio comunale i singoli sono coadiuvati da una delegazione del gdl (liste della coalizione) che ha elaborato la proposta di delibera approvata dal Consiglio; quando deve invece predisporre gli atti per una delibera che non sia attuativa di una delibera di consiglio possono essere costituiti gdl di cittadini (liste della coalizione) ogni qual volta l’oggetto della delibera lo renda opportuno.
Le riunioni della giunta dei cittadini sono pubbliche, avvengono nella sala consiliare e sono tutte riprodotte in streaming, nonché registrate ed archiviate esattamente come le sedute del Consiglio comunale.
Il Protocollo di Governo del Comune
Premesse
Il protocollo qui predisposto istituisce e disciplina uno strumento di partecipazione effettiva della cittadinanza alla formazione della volontà dell’ente attraverso un percorso alternativo rispetto a quello ordinario disciplinato dal vigente regolamento comunale di cui non richiede una modifica.
Principi
Il protocollo è destinato a trovare applicazione per tutti i provvedimenti consiliari aventi valenza di espressione di volontà e quindi mozioni e proposte di delibera salvo i casi in cui per il contenuto specifico (provvedimenti attuativi di previsioni normative) le proposte non siano di provenienza degli uffici o della Giunta.
Gli emendamenti non sono generalmente ammissibili in questo procedimento, soprattutto se potenzialmente idonei a snaturare nella sostanza l’atto di iniziativa popolare.
Il protocollo è strumento “politicamente neutro” perchè atto a coinvolgere anche le forze di minoranza.
L’obiettivo è quello di superare la contrapposizione maggioranza/minoranza secondo la tesi superiore che se una iniziativa è valida lo è comunque anche se la proposta viene dalla minoranza.
Unico presupposto necessario è che la proposta sia conforme e in linea con la “Carta di Grosseto”, i “Principi e le Idee”, il “Programma elettorale” e non per ultimo con il DUP “Documento Unico di Programmazione” di I Love Grosseto.
Se i consiglieri di “minoranza” seguiranno il protocollo e le loro iniziative rispetteranno le anzidette conformità, le loro iniziative troveranno automaticamente l’appoggio della maggioranza.
L’inizio del procedimento
Il procedimento ha inizio con la formulazione di una istanza ai referenti di una o più liste della coalizione, da parte di un residente nel comune di Grosseto, appartenente o meno ad una qualsiasi organizzazione.
I referenti delle nove liste della coalizione trasmettono l’istanza a tutti i consiglieri comunali i quali, accettando l’incarico e verificata la conformità ai documenti fondanti e di programmazione, provvedono ad iscrivere il gruppo di lavoro (liste della coalizione e cittadini) nel “Portale della Partecipazione”[1] avendo cura che essa abbia la massima diffusione (sito comune e tutti i canali di comunicazione). I consiglieri assumono inoltre le funzioni di coordinamento finalizzate al fattivo e celere svolgimento dei lavori.
Le istanze non potranno essere presentate quando è già stata depositata in via ordinaria una proposta di delibera.
Nel caso in cui sia già operativo un gruppo di lavoro, l’eventuale proposta di delibera che dovesse essere presentata in via ordinaria, se non ritirata, sarà bocciata automaticamente dal consiglio.
Nella istanza il proponente dovrà indicare l’oggetto dell’iniziativa, le ragioni di conformità ai documenti fondanti e di programmazione, i termini necessari per portare a compimento il lavoro.
Istanze incomplete o con contenuti indeterminati, generici o che riguardino questioni estranee alle competenze del comune non saranno prese in considerazione.
Al gruppo di lavoro hanno diritto di partecipare tutti i residenti del comune di età superiore a 16 anni e tutti coloro che svolgono stabilmente nel territorio comunale una attività lavorativa.
L’elaborazione del disegno di proposta dovrà essere curato dal gruppo di lavoro entro il termine massimo indicato dal proponente e comunque non superiore a 5 mesi e portare alla formulazione di un disegno di proposta che verrà presentato negli uffici comunali dal consigliere referente.
Nel caso in cui entro il termine massimo il gruppo di lavoro non dovesse riuscire ad elaborare un disegno idoneo il referente provvederà a chiudere le attività. Il tema oggetto di quella proposta o ad esso analogo non potrà essere ripresentato prima di 3 mesi.
[1] Si tratta di uno strumento informatico che permette di proporre ed aprire gruppi di lavoro tematici, coinvolgere le persone nel progetto, condividere documenti, pianificare eventi ed incontri, discutere nel forum, elaborare documenti “work in progress” e tanto altro. Alla fine del lavoro, ogni documento elaborato può essere votato on line.
La pregiudiziale di conformità (valevole anche per le ipotesi di presentazione di proposte in via ordinaria)
La pregiudiziale di conformità viene espressa nelle commissioni consiliari dove la proposta deve transitare per regolamento prima del Consiglio. La valutazione di conformità riguarderà la proposta di delibera nel suo insieme ed anche nelle singole parti. In quella sede il consigliere relatore esporrà l’iniziativa indicando le ragioni che la rendono conforme ai documenti fondanti e di programmazione. La proposta conforme sarà approvata dalla Commissione e dal Consiglio; se totalmente difforme verrà bocciata; se sostanzialmente conforme ma bisognevole di adattamenti, correttivi o anche parziali, cancellazioni e comunque in senso lato interventi sul testo di natura non semplicemente stilistica o formale, la commissione si limiterà a segnalare al consigliere relatore le situazioni di non conformità del documento invitandolo a ritirarlo. Se il documento verrà ritirato e rielaborato potrà tornare in commissione per un nuovo esame di conformità. Se il consigliere si rifiuterà di ritirarlo la commissione esprimerà parere negativo e il consiglio non approverà la proposta di delibera. La proposta così bocciata dal Consiglio potrà comunque essere ripresa da altro consigliere, corretta e successivamente ripresentata in commissione.
Controversie e criticità
Qualora dovessero presentarsi controversie e criticità tali da mettere in crisi il modello di governo, il Sindaco ha il diritto e il dovere di indire un referendum deliberativo (da inserire nello Statuto e nei regolamenti dell’Ente) sulle due posizioni contrapposte.
Il Referendum interesserà un campione rappresentativo della popolazione grossetana estratto a sorte, il quale sarà preventivamente istruito e formato attraverso idonei strumenti di apprendimento, confronto e valutazione del tema trattato. Dopodiché, il campione rappresentativo esprimerà il voto attraverso strumenti digitali o in operesenza, qualora il cittadino estratto a sorte non abbia la possibilità di utilizzare la tecnologia.
Il risultato del referendum sarà vincolante per l’amministrazione comunale.
